Al Festival Premio Torre Crawford il regista Aldo Lado, ospite della manifestazione letteraria del 10-12 settembre a San Nicola Arcella, rivela un episodio taciuto per mezzo secolo: la sua collaborazione – mai accreditata – a L’uccello dalle piume di cristallo, il rivoluzionario film di Dario Argento che nel 1970 diede vita al fenomeno noto nel mondo come Italian Giallo.
A fine anni ‘60, racconta Lado, lavora come aiuto regista a una pellicola sceneggiata da Dario Argento, il quale gli confida di voler trarre un film dal romanzo La statua che urla di Fredric Brown, di cui non riesce però ad acquisire i diritti. Lado legge il libro e ne identifica lo spunto più interessante: un testimone assiste a un omicidio di cui non riesce a vedere l’assassino, che crede tuttavia di essere stato visto; da qui, ricorda Lado, i due scrivono a quattro mani una storia originale che decidono di intitolare L’uccello dalle piume di cristallo.
Lado, impegnato poi in riprese in Israele e Spagna, racconta di non avere saputo più nulla del progetto finché al suo ritorno in patria non scopre che Argento è impegnato nelle riprese a Roma del loro film… firmato però solo da quest’ultimo. L’uccello dalle piume di cristallo è un enorme successo, miete premi e incassa un miliardo e quattrocento milioni di lire, lanciando Dario Argento come il nuovo maestro mondiale del thriller. «Non gli ho rivolto la parola per quarant’anni», dice Lado, che confessa di avere ancora il dente avvelenato.
Ironia della sorte, quando nel 1971 Lado gira come regista il primo dei suoi gialli di culto, ambientato a Praga e intitolato Malastrana, si vede costretto a farlo distribuire con un titolo «alla Dario Argento»: La corta notte delle farfalle, che alla fine viene ulteriormente modificato ne La corta notte delle bambole di vetro. In seguito Lado realizza un altro classico del giallo all’italiana, Chi l’ha vista morire, per poi dedicarsi ad altro, non amando girare sempre lo stesso tipo di film.
A questo episodio si fa riferimento nel volume di Laure Charcossey Conversation avec Aldo Lado, pubblicato di recente in Francia, ma la notizia non è stata resa pubblica in Italia fino alla serata dell’11 settembre, quando il regista ne ha parlato in uno dei suoi interventi al Festival Premio Torre Crawford.